| Il primo mese da segretario |
| Giovedì 19 Agosto 2010 08:41 |
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E'passato un mese. Ho ricevuto tanti messaggi, auguri, suggerimenti: li terrò con me, ovviamente, li porterò sulla strada che mi tocca di fare. E'passato un mese. Molti amici hanno chiesto di incontrarmi e con molti mi sono già visto. Nocera, Cava, Eboli, Agropoli e, poi, Pontecagnano, Stio e Castiglione di Ravello, fra la gente della Costiera che manifestava. La Sanità e il riassetto della rete ospedaliera: il problema più serio che dovremo affrontare. E, poi, a ferragosto la visita ai detenuti della Casa Circondariale di Fuorni: ritorneremo sull'argomento, faremo proposte concrete e chiederemo soluzioni possibili. Il Partito Democratico starà vicino a chi soffre e nulla di quanto è umanamente insopportabile ci sarà estraneo. Solo una grande sensibilità, solo la coscienza delle ingiustizie che "regolano" la nostra società, il contatto costante con la terra e con le sue insopportabili disuguaglianze, possono darci la spinta a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati: essere i più forti, essere i migliori. Terremo gli occhi aperti perché potremmo trovarci davanti a elezioni anticipate: se arriveranno, saremo pronti. Chiederemo ai nostri parlamentari di coordinarsi con il gruppo dirigente provinciale, di presidiare il territorio, di esserci, di farsi vedere. Lo stesso faremo con i nostri consiglieri regionali, ai quali chiederemo di alzare il livello dello scontro e dell'opposizione alla Giunta Caldoro: potranno farlo con maggiore assiduità e possono darci tanto in termini di tempo, proposte e di competenze. Al gruppo consiliare provinciale, chiederemo di fare un'opposizione senza sconti: di fronte a noi c'è una destra nera e reazionaria, carica di odio ideologico, che non conosce il rispetto per le istituzioni democratiche e il governo della pubblica amministrazione (per atti e per risultati). L'opposizione provinciale richiede capacità e attitudini alla lotta, non solo competenze amministrative: il gruppo dovrà essere motivato e presente, sulla stampa e nei circoli, nel territorio e nel Palazzo. Antonio Romano ha preso il posto di Alfonso Buonaiuto, che è entrato in giunta a Salerno. Sono contento per entrambi e perché "è successo" "con me". Saremo impegnati per le elezioni amministrative, seguiremo ogni vicenda comunale, dalla più grande alla più piccola. Vincere, unire le persone perbene di ogni città e di ogni paese, proporre programmi che abbiano un'anima e che diano identità e speranza alle comunità che ci candidiamo a governare. Fare la cosa giusta per vincere, perché contro questa destra deve esserci sempre chiara la differenza fra strategia e tattica. Per vincere occorre essere uniti, tenere di lato le cose che possono dividere, non ripetere esperienze del recente passato: quando siamo divisi, perdiamo. Dietro le divisioni sterili e le false "questioni di principio" c'è spesso l'infantile primitivismo che ha consegnato alla destra tutto il "possibile" e l' "immaginabile": questo non va bene. La Direzione del Partito saprà scegliere le cose migliori nella situazioni date ma noi dovremo sforzarci a trovare in ogni quartiere e in ogni paese persone credibili, stimate, rappresentative di mondi e percorsi significativi. Le soluzioni migliori non sono quelle interne (non solo) che ci "mettono d'accordo", sono quelle che convincono l'elettorato, che ci "fanno trovare l'accordo" con i cittadini, con chi è ancora fuori di noi. E,poi, dovremo impegnarci a fare il partito, i circoli, trovare le sedi, far durare il tesseramento tutto l'anno, finanziare le nostre attività, fare iniziativa politica, stare dentro le esperienze vive che costruiscono occasioni nuove nell'associazionismo, nel volontariato, negli enti locali. Fare il partito, vuole dire rispettarsi. Se non ci si rispetta, non ha senso stare insieme, stare dalla stessa parte, sotto la stessa bandiera. Se si lavora gomito a gomito bisogna rispettarsi, dirsi le cose (tutto, sempre e comunque) nelle sedi date, che sono gli organismi dirigenti, le riunioni, gli incontri. Chi parla a mezzo stampa non ha voglia di fare politica: è appassionato alle materie letterarie, può fare il polemista, lo scrittore. Chi parla a mezzo stampa non ha a cuore le sorti del partito. Vuole vedersi sul giornale. Se è in buona fede e non capisce, faremo in modo da farglielo capire: che perde lui, perdiamo tutti. Se è in mala fede può andare via: per uno che preferisce la rissa o la contumelia sui giornali, ce ne saranno dieci disposti a entrare in un'organizzazione dove valgono le regole e il rispetto per gli altri. Fare il partito, ritrovarsi, organizzare le nostre proposte, le nostre occasioni di incontro. Per vincere. Per non lasciare il governo delle istituzioni e del territorio a una lunga "notte della ragione". Per quelli che verranno dopo di noi, per il lavoro, per chi merita e per chi ha bisogno. Di noi.
Nicola Landolfi segretario Pd Salerno
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