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Gruppo PD Provinciale
L'Udc da che parte sta? L'intervento del cons.prov. Coscia

L’ U.D.C. da che parte sta?

 

E’ arrivato il momento di fare chiarezza, di uscire allo scoperto rispetto alla posizione dell’U.D.C. sulle questioni che interessano la città di Salerno. Il dato reale è che, da parte del partito di Casini, allo stato, registriamo una corresponsabilità nelle decisioni prese dalla Regione Campania che mortificano la città di Salerno. (mancato finanziamento della metropolitana, zero euro per il teatro Verdi, tagli indiscriminati al trasporto pubblico locale), peraltro, in perfetta sintonia con quanto ha fatto e sta facendo la Provincia nei confronti della città capoluogo.

Con questo bel biglietto da visita l’U.D.C. si candida ad amministrare il Comune e quindi a fare scelte per il bene di Salerno. Allora chiediamo al candidato a Sindaco dell’U.D.C., quale è la sua posizione rispetto alle decisioni assunte a livello Regionale e Provinciale? Ci attendiamo una risposta chiara, netta e senza balbettii, evitando le solite analisi dietrologiche. Ci attendiamo una risposta immediata, che si traduca in atti e fatti concreti, per esempio si attivino per proporre nella prossima Giunta Regionale il finanziamento della Metropolitana di Salerno. Ora è venuto il tempo di chiarire da che parte stare, con Salerno o contro Salerno!!

 
Aeroporto: il Gruppo Pd alla Provincia presenta interrogazione

Abbiamo letto dai giornali della “visita turistica” all’Aereoporto “Costa d’Amalfi” della candidata del PDL al Comune di Salerno.

Ebbene, il Vicepresidente della Provincia di Salerno, evidentemente occupata a raccontare bugie elettorali, non è stata informata dai suoi colleghi che, oramai, lo scalo aereoportuale e' diventato da tempo un triste deposito di fortuna e soffre di gravi problemi organizzativi e strutturali, che ne mettono seriamente a rischio il proprio futuro.

Il Gruppo provinciale PD ribadisce che senza una gara internazionale per la individuazione del gestore privato, lo scalo non sarà in grado di sopravvivere e continuerà a gravare la collettività degli onerosi costi di gestione.

Il Consorzio di gestione dell’Aereoporto, presieduto dal plurioccupato Giovanni Romano (Sindaco, Assessore, Presidente di Società e consulente provinciale) e la Provincia di Salerno, suo importante socio, dovrebbero spiegare ai cittadini se le gravi carenze strutturali ed i problemi organizzativi e di sicurezza presenti nello scalo non mettono seriamente a rischio il prosieguo del servizio e l’incolumità degli utenti.

Per tale ragione, il Gruppo P.D. alla Provincia di Salerno, fortemente preoccupato delle possibili conseguenze, inoltrerà agli Enti preposti, ENAC ed ENAV formale richiesta di chiarimenti ed annuncia una interrogazione urgente alla Provincia di Salerno per conoscere la situazione strutturale e le modalità di gestione dello scalo.

3 maggio 2011

 
Trasporto: la Provincia penalizza Salerno. L'intervento del consigliere prov. Coscia

 

Trasporto Pubblico Locale: Ancora una volta la Provincia penalizza Salerno.

 

In qualità di Consigliere provinciale, esprimo sdegno ed incredulità per come è stato predisposto il nuovo programma di esercizio della CSTP s.p.a. in applicazione dei tagli al trasporto pubblico Locale attuato dalla Regione Campania e dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

 

Un programma di esercizio che non solo nega drasticamente il diritto alla mobilità dei cittadini salernitani, ma evidenzia in tutta la sua interezza l’incapacità tecnica e politica delle parti interessate alla gestione di tale problematica.

 

Non si comprende in base a quale logica esso sia stato elaborato.

Né si comprende per quale motivo vengono attuati spostamenti di capilinea che, a mio avviso, tendono solo a penalizzare i cittadini di Salerno città, senza avere avuto nemmeno il garbo istituzionale di concertare tali modifiche con l’Ente Interessato, cioè il Comune di Salerno Azionista di maggioranza dell’Azienda stessa.

Non si capisce perché a tutta le popolazioni della Valle dell’Irno e della città stessa viene negato il diritto di poter raggiungere l’Ospedale S. Leonardo (Ospedale guida e centrale per tutta la provincia)) con la linea 10 che, secondo il predetto programma di esercizio, deve fermarsi nella piazza antistante la stazione ferroviaria.

Né tanto meno si capisce perché la linea n. 8 deve attestarsi anch’essa nella predetta piazza, senza poter raggiungere via Ligea, mentre si consente alla stessa linea di attraversare il centro urbano di Battipaglia che, fino a prova contraria, è un comune che non fa più parte del Consorzio e che peraltro ha assegnato ad altra società il proprio servizio urbano. Una puerile e squallida ripicca contro il Comune di Salerno ed i suoi concittadini!

Stesso discorso per la linea n.9 che viene anch’essa arretrata a piazza Ferrovia, togliendo di fatto corse e servizi a tutti i cittadini della zona orientale, di Mercatello , Torre Angellara e Parco Arbostella.

E poi la beffa della soppressione nei giorni festivi dei collegamenti con Canalone. Un intero quartiere privato dell’unico mezzo di collegamento rappresentato dalla linea n.1 -

Nello stigmatizzare, quindi, tali inqualificabili provvedimenti da parte della Provincia di Salerno ed in particolare del suo Assessorato ai Trasporti, oltre che dell’Azienda CSTP S.p.A., si darà luogo ad ogni iniziativa tendente, nei limiti del possibile, a scongiurare questa vile e squallida presa di posizione contro la Città ed i cittadini di Salerno .

 

 

 

Giovanni Coscia

Consigliere Provinciale

 
La "Cortina di fumo" della Regione "Principato di Salerno"

La “cortina di fumo” della Regione “Principato di Salerno”

Sig. Presidente del Consiglio, Sig. Presidente della Giunta, On.li Colleghi,

Oggi siamo chiamati a discutere un argomento che rimarrà scritto nella storia nostro territorio.

Ciascuno di noi, quindi, dovrà assumersi – fino in fondo – la responsabilità della decisione, senza leggerezze o strumentalizzazioni.

Se di questo si tratta, non siete stati pienamente consapevoli della delicatezza ed importanza della decisione.

Il tema è passato sotto silenzio: non si è aperto un dibattito culturale o politico nel nostro territorio e non si mai entrati davvero nel merito della proposta.

Noi siamo convinti che il punto all’odg di stamane sia argomento di lotta politica interna al centro destra e non serve alla nostra comunità.

Riteniamo che in realtà tale proposta non sia frutto di un nuovo progetto di futuro del nostro territorio, al contrario, essa chiama in causa un pezzo significativo della strategia politica di una parte dei dirigenti locali e regionali del PDL, tesa a scardinare gli equilibri politici e di potere, nati dalla vittoria del centro destra alle elezioni dell’ultimo biennio.

La questione di cui oggi si discute – dunque – si colloca dentro queste contraddizioni e nella battaglia politica interna che da tempo divide il centro destra locale e nazionale, come spiega l’aperto dissenso di un autorevole esponente nazionale del PDL, il Ministro Mara Carfagna.

L’adesione di alcuni Consigli Comunali non è scaturita dall’”ascolto del territorio”: dalla discussione, dal coinvolgimento dei cittadini, dei sindacati, delle forze produttive e delle associazionismo, al contrario essa è frutto soltanto di una superficiale condivisione di enunciazioni ideologiche e di principio.

- Si dice – in buona sostanza – che la nuova regione servirebbe a dare maggior peso al nostro territorio, ma nella relazione allegata alla Deliberazione non vi è alcuna approfondita analisi sociale ed economica, ma solo una relazione storica, nemmeno condivisa da molti autorevoli storici, che però abbiamo peraltro letto con piacere.

Essa non offre un solo punto di merito, che spieghi le ragioni per le quali sarebbe più conveniente, per gli interessi del nostro territorio e della nostra gente, staccarsi dal territorio regionale e dar vita ad una nuova, minuscola regione.

Noi siamo convinti, che una mera aspirazione identitaria, non possa davvero giustificare una scissione della nostra provincia dal territorio regionale e che tale separazione non serva a tutelare le identità e valorizzare le potenzialità economiche e sociali della nostra provincia.

Infatti, il ridimensionamento e l’estrema frammentazione dell’apparato produttivo, industriale e dei servizi, il crescente tasso di disoccupazione, la debolezza del sistema delle infrastrutture ed un territorio demograficamente e morfologicamente disomogeneo, rendono significativamente debole il nostro complessivo sistema economico provinciale, nel rapporto ad altre aree del Sud e ovviamente del Paese.

Una piccola regione – che sarà come il Molise - pari a circa il 0,6% sul territorio nazionale, con una popolazione di poco più di 1 milione di abitanti e con una ricchezza interna marginale, non può realmente pesare nel sistema Paese, nelle relazioni istituzionali tra Governo e sistema delle Autonomie Locali ed incidere nelle scelte importanti che riguardano lo sviluppo o la tutela della nostra comunità.

- La proposta inoltre è chiaramente contraddittoria rispetto allo scopo di dare maggiore forza al territorio provinciale nell’assegnazione delle risorse.

Difatti, a risorse nazionali ed europee invariate, la nuova e piccola Regione di certo non avrà maggiore forza contrattuale e peso strategico e rischierà, dunque, di avere ancora meno risorse degli attuali trasferimenti nazionali ed europei.

Consegneremo, quindi, il nostro territorio ad uno splendido isolamento.

Da tempo noi abbiamo posto – ed ancora oggi poniamo il problema del riequilibrio territoriale e del ruolo politico e della capacità delle classi dirigenti salernitane di incidere nelle scelte che riguardano lo sviluppo del nostro territorio e soprattutto una bilanciata distribuzione delle risorse disponibili.

Noi proponiamo – per dare risposte - non demagogiche - ma efficaci e di merito, una maggiore autonomia e forza del nostro territorio, che passa ttraverso:

- il trasferimento di maggiori e più significative deleghe di poteri;

- il trasferimento di adeguate risorse finanziarie da parte della Regione Campania.

La Regione faccia le leggi e la programmazione delle scelte strategiche. Gli enti locali, invece, siano messi davvero nella condizione di governare i loro territori.

Quindi l’ipotesi, su cui – ancora una volta – il Presidente tiene impegnato il Consiglio provinciale, è anacronistica ed illusoria e, peraltro, la sua attuazione concreta richiederebbe tempi lunghissimi, incompatibili con le priorità e le vere esigenze del territorio.

Abbiamo il dovere di evidenziare lo sdoppiamento politico dell’On. Cirielli, a Roma vota tutti i provvedimenti e leggi che penalizzano il Sud, che tagliano risorse alle regioni meridionali ed al nostro territorio, mentre a Salerno fa finta di preoccuparsi delle penalizzazioni, delle politiche dei tagli e dei trasferimenti delle risorse che appartengono al Sud.

Vogliamo ricordare che, anche con il Suo voto Presidente, 34,5 miliardi di fondi FAS dedicati allo sviluppo e alle infrastrutture del SUD, che servivano a realizzare o completare interventi per la regione e la nostra provincia, a far ripartire l’economia ed a creare nuova occupazione, sono stati – invece - dirottati verso il nord, ricordo tra gli altri: la cancellazione del finanziamento di 190 milioni di Euro già assegnati dal Governo Prodi per la realizzazione del 1 lotto dei lavori della Salerno-Fratte-Mercato San Severino del Raccordo Sa-Av;

Ancora Presidente, mentre questo Consiglio provinciale respingeva all’unanimità l’introduzione del pedaggio autostradale sul Raccordo Sa-Av, Lei si è detto favorevole al pedaggio ed, a differenza di altre amministrazioni anche di centro destra, non ha impugnato l’aumento, che costituisce una vera e propria tassa occulta ed illegittima e che peserà gravemente su lavoratori e studenti pendolari.

Con gli altri parlamentari salernitani del Suo stesso partito, Presidente, non ha difeso il nostro territorio e non si è opposto alla decisione del Governo di assegnare 300 mln al Veneto e solo 5 mln alla Piana del Sele, martoriata dai danni causati dalla scorsa alluvione.

Mi pare – dunque – che la nuova Regione, anche per questa ragione, sia una fuga dalla realtà, serva a non affrontare i veri problemi e rappresenta l‘incapacità degli attuali partiti di centro destra di vedere e di affrontare i veri nodi economici, sociali e politici che impediscono alla nostra provincia di competere con l’area metropolitana napoletana e casertana e di contare di più nelle decisioni e nella distribuzione delle risorse per lo sviluppo.

- Presidente, il Suo Partito governa il Paese, La Regione e la Provincia.

Noi chiediamo quale profitto il nostro territorio ha tratto da questa uniformità di maggioranze politiche, quali opere pubbliche o finanziamenti la Sua amministrazione è riuscita a “strappare” per la nostra economia o le nostre famiglie?

Quale è stato il peso che avete esercitato per favorire il nostro territorio?

Staccare la nostra provincia dalla Regione Campania , cari Colleghi, al contrario ci isola e ci rende più fragili.

E’ solo una operazione ideologica e propagandistica.

- Vi è, inoltre, un altro obiettivo che vogliamo denunciare ed esso riguarda il tentativo – spregiudicato e sistematico – messo in atto da questa Amministrazione, di occultare i contrasti e le divisioni nella maggioranza di centro destra.

La rissa continua ha imprigionato l’Amministrazione provinciale, rendendola del tutto inerte, incapace di individuare un programma di crescita economica e di sviluppo del territorio, in grado di proiettare la nostra comunità in un futuro più sereno.

La provincia di Salerno è stata grande – questo è un patrimonio di tutti e ne siamo orgogliosi - tuttavia, è necessario avere il coraggio e la capacità di guardare al futuro, di individuare soluzioni praticabili e di uscire dalle sterili rivendicazioni e pensare ad un’altra storia.

Lo dobbiamo ai nostri cittadini.

Nino Savastano

Capogruppo PD Provincia di Salerno

 

 
Sanità, il Gruppo Pd Provincia:"Ora il centro destra litiga per la sanità"

CIRIELLI: SOLO RISSE, SOLO POLTRONE.

ORA SI ACCAPAGLIA PER LA SANITA’.

MENTRE IL CENTRO DESTRA SI AZZUFFA I CITTADINI PAGANO PIU’ TICKET, TEMPI DI ATTESA PIU’ LUNGHI E DISSERVIZI

La Provincia di Salerno è prigioniera delle divisioni della maggioranza di centro destra e dell’ arroganza dell’On. Cirielli.

Si apprende che il Presidente Cirielli, utilizzando impropriamente il proprio ruolo istituzionale e servendosi dei suoi fidi locali, ha chiesto al Presidente della Regione ed ai vertici regionali del PDL la cacciata dell’UDC dalle coalizioni di centro destra alla Regione e nelle altre Amministrazioni provinciali della Campania e che la causa di tutto ciò sia dovuta alla proroga dei poteri del sub Commissario straordinario, Prof. F. De Simone.

Ben altra ragione, a giudizio del Gruppo PD alla Provincia, è alla base della ulteriore rottura in seno al centro destra provinciale e regionale ed essa va ricercata - aggiunge il gruppo PD - nel tentativo dell’On. Cirielli di avere mani libere, per controllare in maniera clientelare e politica la Sanità in provincia di Salerno.

L’On. Cirielli ha cacciato l’UDC ; l’Amministrazione provinciale di Salerno non ha più la maggioranza politica voluta dagli elettori e si regge da mesi soltanto grazie al voto compiacente e supino dei transfughi del centro sinistra.

I voti dell’UDC che furono determinanti per la estesa vittoria elettorale del centro destra nel 2009 e del 2010, oggi non sono più necessari e l’On. Cirielli apre una finta crisi, per ragioni estranee agli interessi del territorio, delle famiglie e delle imprese in difficoltà.

È vergognoso che il Presidente Cirielli – sostiene il Gruppo PD – si serva, da navigato politicante, del vecchio armamentario del ricatto politico permanente, chiedendo aiuto – nientemeno – che al suo mentore On. Cosentino, per condizionare i partiti e le Istituzioni, tutelando proprie posizioni di potere in seno al centro destra e per difendere soltanto una sua consulente per la Sanità.

Ragioni – aggiunge ancora il Gruppo consiliare PD - che nulla hanno a che vedere con il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini della nostra provincia, che continuano a pagare l’inettitudine e l’arroganza del centro destra.

Salerno, 18 Gennaio 2011 Il Gruppo PD alla Provincia

 
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