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La “cortina di fumo” della Regione “Principato di Salerno”
Sig. Presidente del Consiglio, Sig. Presidente della Giunta, On.li Colleghi,
Oggi siamo chiamati a discutere un argomento che rimarrà scritto nella storia nostro territorio.
Ciascuno di noi, quindi, dovrà assumersi – fino in fondo – la responsabilità della decisione, senza leggerezze o strumentalizzazioni.
Se di questo si tratta, non siete stati pienamente consapevoli della delicatezza ed importanza della decisione.
Il tema è passato sotto silenzio: non si è aperto un dibattito culturale o politico nel nostro territorio e non si mai entrati davvero nel merito della proposta.
Noi siamo convinti che il punto all’odg di stamane sia argomento di lotta politica interna al centro destra e non serve alla nostra comunità.
Riteniamo che in realtà tale proposta non sia frutto di un nuovo progetto di futuro del nostro territorio, al contrario, essa chiama in causa un pezzo significativo della strategia politica di una parte dei dirigenti locali e regionali del PDL, tesa a scardinare gli equilibri politici e di potere, nati dalla vittoria del centro destra alle elezioni dell’ultimo biennio.
La questione di cui oggi si discute – dunque – si colloca dentro queste contraddizioni e nella battaglia politica interna che da tempo divide il centro destra locale e nazionale, come spiega l’aperto dissenso di un autorevole esponente nazionale del PDL, il Ministro Mara Carfagna.
L’adesione di alcuni Consigli Comunali non è scaturita dall’”ascolto del territorio”: dalla discussione, dal coinvolgimento dei cittadini, dei sindacati, delle forze produttive e delle associazionismo, al contrario essa è frutto soltanto di una superficiale condivisione di enunciazioni ideologiche e di principio.
- Si dice – in buona sostanza – che la nuova regione servirebbe a dare maggior peso al nostro territorio, ma nella relazione allegata alla Deliberazione non vi è alcuna approfondita analisi sociale ed economica, ma solo una relazione storica, nemmeno condivisa da molti autorevoli storici, che però abbiamo peraltro letto con piacere.
Essa non offre un solo punto di merito, che spieghi le ragioni per le quali sarebbe più conveniente, per gli interessi del nostro territorio e della nostra gente, staccarsi dal territorio regionale e dar vita ad una nuova, minuscola regione.
Noi siamo convinti, che una mera aspirazione identitaria, non possa davvero giustificare una scissione della nostra provincia dal territorio regionale e che tale separazione non serva a tutelare le identità e valorizzare le potenzialità economiche e sociali della nostra provincia.
Infatti, il ridimensionamento e l’estrema frammentazione dell’apparato produttivo, industriale e dei servizi, il crescente tasso di disoccupazione, la debolezza del sistema delle infrastrutture ed un territorio demograficamente e morfologicamente disomogeneo, rendono significativamente debole il nostro complessivo sistema economico provinciale, nel rapporto ad altre aree del Sud e ovviamente del Paese.
Una piccola regione – che sarà come il Molise - pari a circa il 0,6% sul territorio nazionale, con una popolazione di poco più di 1 milione di abitanti e con una ricchezza interna marginale, non può realmente pesare nel sistema Paese, nelle relazioni istituzionali tra Governo e sistema delle Autonomie Locali ed incidere nelle scelte importanti che riguardano lo sviluppo o la tutela della nostra comunità.
- La proposta inoltre è chiaramente contraddittoria rispetto allo scopo di dare maggiore forza al territorio provinciale nell’assegnazione delle risorse.
Difatti, a risorse nazionali ed europee invariate, la nuova e piccola Regione di certo non avrà maggiore forza contrattuale e peso strategico e rischierà, dunque, di avere ancora meno risorse degli attuali trasferimenti nazionali ed europei.
Consegneremo, quindi, il nostro territorio ad uno splendido isolamento.
Da tempo noi abbiamo posto – ed ancora oggi poniamo il problema del riequilibrio territoriale e del ruolo politico e della capacità delle classi dirigenti salernitane di incidere nelle scelte che riguardano lo sviluppo del nostro territorio e soprattutto una bilanciata distribuzione delle risorse disponibili.
Noi proponiamo – per dare risposte - non demagogiche - ma efficaci e di merito, una maggiore autonomia e forza del nostro territorio, che passa ttraverso:
- il trasferimento di maggiori e più significative deleghe di poteri;
- il trasferimento di adeguate risorse finanziarie da parte della Regione Campania.
La Regione faccia le leggi e la programmazione delle scelte strategiche. Gli enti locali, invece, siano messi davvero nella condizione di governare i loro territori.
Quindi l’ipotesi, su cui – ancora una volta – il Presidente tiene impegnato il Consiglio provinciale, è anacronistica ed illusoria e, peraltro, la sua attuazione concreta richiederebbe tempi lunghissimi, incompatibili con le priorità e le vere esigenze del territorio.
Abbiamo il dovere di evidenziare lo sdoppiamento politico dell’On. Cirielli, a Roma vota tutti i provvedimenti e leggi che penalizzano il Sud, che tagliano risorse alle regioni meridionali ed al nostro territorio, mentre a Salerno fa finta di preoccuparsi delle penalizzazioni, delle politiche dei tagli e dei trasferimenti delle risorse che appartengono al Sud.
Vogliamo ricordare che, anche con il Suo voto Presidente, 34,5 miliardi di fondi FAS dedicati allo sviluppo e alle infrastrutture del SUD, che servivano a realizzare o completare interventi per la regione e la nostra provincia, a far ripartire l’economia ed a creare nuova occupazione, sono stati – invece - dirottati verso il nord, ricordo tra gli altri: la cancellazione del finanziamento di 190 milioni di Euro già assegnati dal Governo Prodi per la realizzazione del 1 lotto dei lavori della Salerno-Fratte-Mercato San Severino del Raccordo Sa-Av;
Ancora Presidente, mentre questo Consiglio provinciale respingeva all’unanimità l’introduzione del pedaggio autostradale sul Raccordo Sa-Av, Lei si è detto favorevole al pedaggio ed, a differenza di altre amministrazioni anche di centro destra, non ha impugnato l’aumento, che costituisce una vera e propria tassa occulta ed illegittima e che peserà gravemente su lavoratori e studenti pendolari.
Con gli altri parlamentari salernitani del Suo stesso partito, Presidente, non ha difeso il nostro territorio e non si è opposto alla decisione del Governo di assegnare 300 mln al Veneto e solo 5 mln alla Piana del Sele, martoriata dai danni causati dalla scorsa alluvione.
Mi pare – dunque – che la nuova Regione, anche per questa ragione, sia una fuga dalla realtà, serva a non affrontare i veri problemi e rappresenta l‘incapacità degli attuali partiti di centro destra di vedere e di affrontare i veri nodi economici, sociali e politici che impediscono alla nostra provincia di competere con l’area metropolitana napoletana e casertana e di contare di più nelle decisioni e nella distribuzione delle risorse per lo sviluppo.
- Presidente, il Suo Partito governa il Paese, La Regione e la Provincia.
Noi chiediamo quale profitto il nostro territorio ha tratto da questa uniformità di maggioranze politiche, quali opere pubbliche o finanziamenti la Sua amministrazione è riuscita a “strappare” per la nostra economia o le nostre famiglie?
Quale è stato il peso che avete esercitato per favorire il nostro territorio?
Staccare la nostra provincia dalla Regione Campania , cari Colleghi, al contrario ci isola e ci rende più fragili.
E’ solo una operazione ideologica e propagandistica.
- Vi è, inoltre, un altro obiettivo che vogliamo denunciare ed esso riguarda il tentativo – spregiudicato e sistematico – messo in atto da questa Amministrazione, di occultare i contrasti e le divisioni nella maggioranza di centro destra.
La rissa continua ha imprigionato l’Amministrazione provinciale, rendendola del tutto inerte, incapace di individuare un programma di crescita economica e di sviluppo del territorio, in grado di proiettare la nostra comunità in un futuro più sereno.
La provincia di Salerno è stata grande – questo è un patrimonio di tutti e ne siamo orgogliosi - tuttavia, è necessario avere il coraggio e la capacità di guardare al futuro, di individuare soluzioni praticabili e di uscire dalle sterili rivendicazioni e pensare ad un’altra storia.
Lo dobbiamo ai nostri cittadini.
Nino Savastano
Capogruppo PD Provincia di Salerno
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