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Congressi entro giugno
19 Aprile 2010 15:50 |
PROPOSTA ORDINE DEL GIORNO
APPROVATO DALLA DIREZIONE REGIONALE – GIOVEDI’ 15 APRILE 2010
La Direzione regionale del Partito Democratico della Campania decide che i congressi provinciali di Benevento, Caserta, Napoli e Salerno si terranno entro il 30 Giugno 2010.
Le commissioni provinciali stabiliranno, entro il 30 aprile 2010, il calendario delle assemblee di circolo per l’elezione dell’assemblea provinciale e l’elezione dei segretari di circolo e gli organismi dirigenti e di garanzia e la data dei congressi provinciali.
Partecipano, con diritto di voto, gli iscritti 2009 che rinnovino la tessera. I nuovi iscritti 2010 possono essere eletti negli organismi dirigenti a tutti i livelli.
Le commissioni provinciali per i congressi assicurano la piena pubblicizzazione delle procedure di rinnovo delle iscrizioni, di adesione al partito e i relativi termini, in caso di mancanza degli organismi di circolo,la commissione curerà direttamente il tesseramento e la convocazione dei congressi.
Le assemblee provinciali sono cosi composte:
Benevento: 100 componenti eletti sulla base dei collegi delle Primarie 2007;
Caserta: 150 componenti eletti sulla base dei collegi delle Primarie 2007;
Napoli : 520 componenti eletti sulla base dei circoli;
Salerno: 200 componenti eletti sulla base dei collegi provinciali.
Le commissioni provinciali stabiliscono,con una maggioranza dei 3/5, l’attribuzione dei componenti entro il 30 aprile 2010. In caso di inadempienza rispetto agli adempimenti congressuali le procedure saranno assicurate dalla commissione regionale di garanzia.
L’attribuzione dei seggi avviene del 50% in ragione degli iscritti e il 50 % in ragione dei voti del PD alle elezioni politiche del 2008 alla Camera dei Deputati. L’attribuzione dei seggi per gli iscritti avviene adeguando la quota del 50% in ragione della media provinciale tra gli iscritti e i voti.
Le votazioni si svolgono assicurando la contemporaneità in caso di collegi composti da più circoli.
Le liste possono essere presentate con un numero minimo di candidati pari al 50 % degli eligendi e con un numero massimo pari agli eligendi, rispettando il criterio dell’alternanza di genere. Le liste si depositano presso la Commissione provinciale entro le ore 18.00 del terzo giorno antecedente la data dell’assemblea di circolo.
Le riunioni di Circolo si svolgono secondo il calendario definito dalla Commissione provinciale, che stabilisce anche il numero dei componenti dei coordinamenti di Circolo e delle firme necessarie per la presentazione delle liste.
Le Commissioni provinciali per il congresso stabiliscono le modalità di convocazione delle Assemblee di Circolo.
Le Assemblee di Circolo, in apertura del lavori, su proposta del segretario costituiscono un Ufficio di Presidenza, che ha il compito di assicurare il corretto svolgimento dei lavori e che garantisce la presenza di almeno un rappresentante per ciascuna candidatura a Segretario di Circolo.
Fa parte della Presidenza un membro della Commissione provinciale o suo delegato, che assiste ai lavori con funzioni di garanzia per il regolare svolgimento.
In apertura delle Assemblee di Circolo, sono presentate le linee politiche collegate ai candidati segretari di circolo, assicurando a ciascuna di esse pari opportunità di esposizione, per un tempo massimo di 15 minuti.
Le modalità e i tempi di svolgimento delle Assemblee di Circolo devono garantire la più ampia possibilità di intervento degli iscritti ed eventualmente di elettori e simpatizzanti.
Entro le ore 18 del terzo giorno precedente lo svolgimento dell’ Assemblea, sono depositate presso la Commissione provinciale, la lista o le liste dei membri del coordinamento di Circolo con l’indicazione del candidato segretario.
Ciascuna lista deve rispettare il principio dell’alternanza di genere. La Commissione provinciale predispone le schede e il verbale di voto.
La Presidenza procede all’assegnazione dei seggi spettanti al complesso delle liste collegate a ciascun candidato a Segretario. A tal fine si utilizza il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti.
Napoli, 15/04/2010
APPROVATO DALLA DIREZIONE REGIONALE – GIOVEDI’ 15 APRILE 2010
La Direzione regionale del Partito Democratico della Campania decide che i congressi provinciali di Benevento, Caserta, Napoli e Salerno si terranno entro il 30 Giugno 2010.
Le commissioni provinciali stabiliranno, entro il 30 aprile 2010, il calendario delle assemblee di circolo per l’elezione dell’assemblea provinciale e l’elezione dei segretari di circolo e gli organismi dirigenti e di garanzia e la data dei congressi provinciali.
Partecipano, con diritto di voto, gli iscritti 2009 che rinnovino la tessera. I nuovi iscritti 2010 possono essere eletti negli organismi dirigenti a tutti i livelli.
Le commissioni provinciali per i congressi assicurano la piena pubblicizzazione delle procedure di rinnovo delle iscrizioni, di adesione al partito e i relativi termini, in caso di mancanza degli organismi di circolo,la commissione curerà direttamente il tesseramento e la convocazione dei congressi.
Le assemblee provinciali sono cosi composte:
Benevento: 100 componenti eletti sulla base dei collegi delle Primarie 2007;
Caserta: 150 componenti eletti sulla base dei collegi delle Primarie 2007;
Napoli : 520 componenti eletti sulla base dei circoli;
Salerno: 200 componenti eletti sulla base dei collegi provinciali.
Le commissioni provinciali stabiliscono,con una maggioranza dei 3/5, l’attribuzione dei componenti entro il 30 aprile 2010. In caso di inadempienza rispetto agli adempimenti congressuali le procedure saranno assicurate dalla commissione regionale di garanzia.
L’attribuzione dei seggi avviene del 50% in ragione degli iscritti e il 50 % in ragione dei voti del PD alle elezioni politiche del 2008 alla Camera dei Deputati. L’attribuzione dei seggi per gli iscritti avviene adeguando la quota del 50% in ragione della media provinciale tra gli iscritti e i voti.
Le votazioni si svolgono assicurando la contemporaneità in caso di collegi composti da più circoli.
Le liste possono essere presentate con un numero minimo di candidati pari al 50 % degli eligendi e con un numero massimo pari agli eligendi, rispettando il criterio dell’alternanza di genere. Le liste si depositano presso la Commissione provinciale entro le ore 18.00 del terzo giorno antecedente la data dell’assemblea di circolo.
Le riunioni di Circolo si svolgono secondo il calendario definito dalla Commissione provinciale, che stabilisce anche il numero dei componenti dei coordinamenti di Circolo e delle firme necessarie per la presentazione delle liste.
Le Commissioni provinciali per il congresso stabiliscono le modalità di convocazione delle Assemblee di Circolo.
Le Assemblee di Circolo, in apertura del lavori, su proposta del segretario costituiscono un Ufficio di Presidenza, che ha il compito di assicurare il corretto svolgimento dei lavori e che garantisce la presenza di almeno un rappresentante per ciascuna candidatura a Segretario di Circolo.
Fa parte della Presidenza un membro della Commissione provinciale o suo delegato, che assiste ai lavori con funzioni di garanzia per il regolare svolgimento.
In apertura delle Assemblee di Circolo, sono presentate le linee politiche collegate ai candidati segretari di circolo, assicurando a ciascuna di esse pari opportunità di esposizione, per un tempo massimo di 15 minuti.
Le modalità e i tempi di svolgimento delle Assemblee di Circolo devono garantire la più ampia possibilità di intervento degli iscritti ed eventualmente di elettori e simpatizzanti.
Entro le ore 18 del terzo giorno precedente lo svolgimento dell’ Assemblea, sono depositate presso la Commissione provinciale, la lista o le liste dei membri del coordinamento di Circolo con l’indicazione del candidato segretario.
Ciascuna lista deve rispettare il principio dell’alternanza di genere. La Commissione provinciale predispone le schede e il verbale di voto.
La Presidenza procede all’assegnazione dei seggi spettanti al complesso delle liste collegate a ciascun candidato a Segretario. A tal fine si utilizza il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti.
Napoli, 15/04/2010
"La pillola del giorno dopo" di M.Robust
19 Aprile 2010 14:57 |
Prima dimostrazione di federalismo sanitario posta in essere dai governatori di centro-destra di Campania, Calabria, Veneto e Piemonte. Mettere in discussione il metodo farmacologico per effettuare l’aborto, la c.d. RU486, si dimostra quale un palese attacco ad una legge dello Stato e alla salute psicofisica delle donne che decidono di interrompere una gravidanza.
Considero altamente deplorevole la crociata intrapresa contro la somministrazione del farmaco, una crociata che sempre più appare come un maldestro tentativo di attaccare, da un fronte diverso, la legge 194. Posso comprendere che si sia contrari ad essa e alla pillola abortiva per ragioni per così dire ideologiche; quel che non giustifico è l’utilizzo del potere che deriva dal proprio ruolo istituzionale per dire che “le pillole saranno lasciate nei magazzini degli ospedali” (Cota) o peggio ancora che “la RU486 rischia di diventare l’aspirina delle minorenni” (Zaia).Condanno qualsivoglia gioco di potere che abbia da oggetto i corpi, la salute e la vita delle donne, perché se l’aborto è un atto cruento e c’è un mezzo che può essere utilizzato per evitare l’atto chirurgico lo si utilizzi, pur nel rispetto delle linee guida della legge, in base alle quali le modalità di somministrazione del farmaco sono stabilite dai responsabili delle unità operative di ostetricia e ginecologia dei singoli ospedali. Se le donne sono cittadini di questo paese e come tali devono vedere tutelato il loro diritto alla salute, non ci può essere alcuna posizione ideologica che vada contro questo diritto. Pertanto sono fortemente preoccupata che dietro questa crociata vi sia la volontà non troppo malcelata di annullare la libertà delle donne in tema di interruzione volontaria di gravidanza. Si esca, quindi, scoperto e si evitino da parte dei nuovi governatori di centro-destra battute di pessimo gusto che ledono fortemente non solo la libertà, ma soprattutto la dignità di tutte le donne che si trovano di fronte al dramma personale di decidere se portare o no a termine una gravidanza.
Maddalena Robustelli
Segretaria circolo PD Sala Consilina
Considero altamente deplorevole la crociata intrapresa contro la somministrazione del farmaco, una crociata che sempre più appare come un maldestro tentativo di attaccare, da un fronte diverso, la legge 194. Posso comprendere che si sia contrari ad essa e alla pillola abortiva per ragioni per così dire ideologiche; quel che non giustifico è l’utilizzo del potere che deriva dal proprio ruolo istituzionale per dire che “le pillole saranno lasciate nei magazzini degli ospedali” (Cota) o peggio ancora che “la RU486 rischia di diventare l’aspirina delle minorenni” (Zaia).Condanno qualsivoglia gioco di potere che abbia da oggetto i corpi, la salute e la vita delle donne, perché se l’aborto è un atto cruento e c’è un mezzo che può essere utilizzato per evitare l’atto chirurgico lo si utilizzi, pur nel rispetto delle linee guida della legge, in base alle quali le modalità di somministrazione del farmaco sono stabilite dai responsabili delle unità operative di ostetricia e ginecologia dei singoli ospedali. Se le donne sono cittadini di questo paese e come tali devono vedere tutelato il loro diritto alla salute, non ci può essere alcuna posizione ideologica che vada contro questo diritto. Pertanto sono fortemente preoccupata che dietro questa crociata vi sia la volontà non troppo malcelata di annullare la libertà delle donne in tema di interruzione volontaria di gravidanza. Si esca, quindi, scoperto e si evitino da parte dei nuovi governatori di centro-destra battute di pessimo gusto che ledono fortemente non solo la libertà, ma soprattutto la dignità di tutte le donne che si trovano di fronte al dramma personale di decidere se portare o no a termine una gravidanza.
Maddalena Robustelli
Segretaria circolo PD Sala Consilina
De Luca a Napoli
10 Aprile 2010 08:40 |
"Abbiamo perso le elezioni, ma non abbiamo lo stato d'animo degli sconfitti, perchè in questa sconfitta ci siamo ritrovati: abbiamo riscoperto i nostri valori, i nostri ideali, la nostra militanza"
Vincenzo De Luca protagonista di una serie di incontri per illustrare gli impegni programmatici per la Regione
L’on. Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno e leader dell’opposizione nel Consiglio Regionale della Campania, protagonista di una serie d’incontri pubblici per illustrare ai cittadini, ai pubblici amministratori, ai sostenitori e militanti, alla stampa gli impegni programmatici per la Regione Campania.
“Abbiamo deciso di organizzare una serie di incontri che nascono dalla necessità di ritrovarci – ha detto Vincenzo De Luca, nel corso del primo incontro organizzato a Napoli, venerdì 9 aprile - per mantenere la parola data e soprattutto per dire che noi non molliamo”.
“E’ incredibile – ha continuato il leader del centro sinistra - abbiamo perso le elezioni ma non abbiamo lo stato d’animo degli sconfitti, perchè in questa sconfitta abbiamo ritrovato i nostri ideali, i nostri valori, la nostra militanza. Per tanti la campagna elettorale è un’occasione di compravendita per noi si è tradotta in una grande esperienza umana, politica e democratica".
"Ripartiamo quindi da un dato etico - ha detto De Luca - : ci siamo ritrovati come comunità di donne e di uomini liberi. Non abbiamo alcuna intenzione di disperdere l’entusiasmo che si è risvegliato nei nostri militanti, soprattutto nei tantissimi giovani che ci hanno sostenuto e accompagnato in questa esperienza. L’evento del 20 marzo scorso a Piazza Plebiscito - ha ricordato De Luca - rimarrà nella storia democratica della Campania: la partecipazione massiccia a quell’evento è stata la conferma di un impegno morale comune".
"Abbiamo riscoperto i nostri valori, valori che non sono negoziabili. Per questo, con estrema chiarezza, diciamo a chi si vuole vendere, che si venda subito e se ne vada. Noi non correremo dietro a nessuno, non baratteremo nulla”.
Dopo una dettagliata analisi del voto (che ha premiato con quasi 200.000 voti in più il candidato Presidente), dopo aver delineato ancora una volta le motivazioni della sconfitta (come aveva già fatto all’indomani dello spoglio), Vincenzo De Luca ha sottolineato la necessità di diventare maggioranza nel Paese e “per farlo - ha detto - dobbiamo ripartire dai territori, dobbiamo ridurre la distanza che c’è tra politica e società civile. Noi saremo una forza politica matura – ha continuato De Luca – una forza politica attenta ai bisogni della gente, dei singoli territori, grazie anche all’aiuto dei tanti giovani amministratori che ci accompagnano. Dobbiamo riuscire a parlare alla maggioranza della popolazione, dicendo chiaramente alle segreterie di partito, anche nazionali, di svegliarsi, perché non si può più stare chiusi in un mondo che non esiste più”.
“Riprenderemo il programma che abbiamo presentato per la Campania - ha ribadito De Luca - stando con il fiato sul collo al nuovo governo regionale, facendo tutto quello che ci siamo impegnati a mettere in campo”.
Queste le prime questioni che Vincenzo De Luca ha deciso di affrontare da Capo dell'Opposizione in Consiglio Regionale:
- I problemi che attanagliano gli imprenditori balneari in vista dell’ormai imminente stagione estiva, problemi che De Luca ha già affrontato nel corso di un incontro con la categoria che si è svolto nella stessa giornata del 9 aprile all'hotel Ramada a Napoli;
- Il programma di rilancio proposto per Napoli, nel corso della campagna elettorale;
- L’individuazione dei punti caratterizzanti di ogni territorio rispetto ai quali mettere in campo delle proposte concrete, perché ogni iniziativa in consiglio regionale sia espressione delle istanze di un determinato territorio;
- Una legislazione rispondente ai bisogni delle categorie professioniali;
- Il rinnovamento radicale nella gestione della Sanità;
Vincenzo De Luca promette le barricate contro il nucleare in Campania e contro la privatizzazione dell’acqua, senza dimenticare il problema della rielezione in consiglio regionale di Roberto Conte.
“Per fare tutto questo - ha concluso De Luca, ringraziando tutti i presenti - costruiremo un apparato forte, potenzieremo i nostri canali di comunicazione, con un’attenzione particolare alla rete. Organizzeremo incontri mensili nei territori e metteremo in campo iniziative culturali forti”.
Di seguito il calendario dei prossimi appuntamenti in programma ai quali la presenza della stampa è particolarmente gradita:
- Sabato 10 aprile ore 17.30 Avellino Viva Hotel Via Tuoro Cappuccini, 97 ( ex piazza Macello)
- Domenica 11 aprile ore 11.00 Benevento Grand Hotel Italiano Via Principe di Napoli, 137
*lettera di Salvatore Memoli
09 Aprile 2010 11:20 |
A partire da me, nessuno dei collaboratori del Candidato alla Presidenza della Regione Campania Vincenzo De Luca può riferire a se stesso il successo elettorale che gli elettori hanno voluto riservare esclusivamente ad un politico ed amministratore di meritata stima.
Il risultato elettorale a Salerno,a Napoli ed in tutta la Regione è merito esclusivo di De Luca. La campagna elettorale l'ha fatta lui e con coraggio ha girato tutta la Regione meritando quei risultati ottenuti.
Le contumelie, i litigi, le differenziazioni di ruoli, risultati e meriti sono la pantomima di chi non conta niente e, peggio, non si rende conto di essere solo annoverato alla schiera dei replicanti, senza infamia e senza lode.
De Luca ha giocato una carta storica,di riscatto di un popolo e di un territorio. Per stare al suo livello bisogna masticare di politica vera,di lotte sociali,di conquiste e di sconfitte passate sulla pelle dei protagonisti.
Chi ha scelto il ruolo di farsi trainare o sceglie le parate rappresentative in pubblico scegliendo di fare il codazzo,non può credere che la politica sia solo e soltanto spettacolarità, vuota ed inconcludente. Di molti fedelissimi di De Luca si può fare un falò, sperando che non resti traccia.
La politica è un'altra cosa.La politica è quella che con coraggio da leone ci ha insegnato Vincenzo,senza infingimenti, senza paura.Anche la sconfitta lo rende ancora più grande e protagonista.
Ma ora occorre gestire bene l'ultimo anno di vita amministrativa del Comune di Salerno, ripensando a delle priorità che accanto alle grandi opere completino la lista delle attese dei cittadini.
Bisogna porre al centro le periferie, i Quartieri ed i Rioni che attendono interventi strutturali e manutentivi energici.Bisogna riprendere dalla pulizia delle strade,dei vicoli,delle aree dove i servizi pubblici si rifiutano di andare.
Bisogna ripartire dai cittadini.Riconosco ancora a Vincenzo De Luca questa capacità di intuire ciò che è essenziale e prioritario, consigliandogli di legare al palo i cani sciolti.
*Avv Salvatore Memoli Consigliere Provincia di Salerno
Il risultato elettorale a Salerno,a Napoli ed in tutta la Regione è merito esclusivo di De Luca. La campagna elettorale l'ha fatta lui e con coraggio ha girato tutta la Regione meritando quei risultati ottenuti.
Le contumelie, i litigi, le differenziazioni di ruoli, risultati e meriti sono la pantomima di chi non conta niente e, peggio, non si rende conto di essere solo annoverato alla schiera dei replicanti, senza infamia e senza lode.
De Luca ha giocato una carta storica,di riscatto di un popolo e di un territorio. Per stare al suo livello bisogna masticare di politica vera,di lotte sociali,di conquiste e di sconfitte passate sulla pelle dei protagonisti.
Chi ha scelto il ruolo di farsi trainare o sceglie le parate rappresentative in pubblico scegliendo di fare il codazzo,non può credere che la politica sia solo e soltanto spettacolarità, vuota ed inconcludente. Di molti fedelissimi di De Luca si può fare un falò, sperando che non resti traccia.
La politica è un'altra cosa.La politica è quella che con coraggio da leone ci ha insegnato Vincenzo,senza infingimenti, senza paura.Anche la sconfitta lo rende ancora più grande e protagonista.
Ma ora occorre gestire bene l'ultimo anno di vita amministrativa del Comune di Salerno, ripensando a delle priorità che accanto alle grandi opere completino la lista delle attese dei cittadini.
Bisogna porre al centro le periferie, i Quartieri ed i Rioni che attendono interventi strutturali e manutentivi energici.Bisogna riprendere dalla pulizia delle strade,dei vicoli,delle aree dove i servizi pubblici si rifiutano di andare.
Bisogna ripartire dai cittadini.Riconosco ancora a Vincenzo De Luca questa capacità di intuire ciò che è essenziale e prioritario, consigliandogli di legare al palo i cani sciolti.
*Avv Salvatore Memoli Consigliere Provincia di Salerno
Cosa resta di De Luca?*
07 Aprile 2010 09:18 |
Il PD e la sinistra perdono quattrocentomila voti in Campania rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2005. Vincenzo De Luca ottiene duecentomila voti in più rispetto alle liste che lo appoggiano. Il che significa che, in qualche modo, personalmente De Luca recupera il cinquanta per cento dei voti che hanno abbandonato tali partiti. De Luca perde contro Caldoro con undici punti di distacco. Qualcun altro poteva contenere meglio la sconfitta? Evidentemente no, considerato anche che nessuno ha avuto il coraggio di sfidarlo alle primarie di coalizione . Poteva fare qualcosa in più De Luca? Forse si, se avesse avuto più tempo per farsi conoscere ed avesse commesso meno errori strategici nel condurre la campagna elettorale. Poteva alla fine anche vincere? Probabilmente no, perché l’alternativa al Bassolinismo era necessario che avvenisse sotto l’insegna di un partito diverso rispetto a quello cui appartiene Bassolino. Che De Luca poteva essere più alternativo al bassolinismo (inteso come sistema di potere) di quanto non lo sia Caldoro, era messaggio troppo complesso per essere assimilato dal corpo elettorale locale.
Ora resta da capire cosa potrà fare Vincenzo De Luca per essere utile al territorio senza semplicemente ritornare a fare il sindaco di Salerno. Si ritrova in Regione come capo dell’opposizione ma i suoi consiglieri sono per la gran parte eterogenei rispetto alla sua storia ed alla sua impostazione politico- culturale: quanto potrà spendersi positivamente in questa posizione? Si ritrova come leader contestato d’un partito allo sbando, nel quale non si sente a suo agio ed il quale non si sente da lui rappresentato : potrà delineare una nuova strategia capace di rinnovare uomini, metodi e contenuti?
Contrariamente a quel che molti credevano, De Luca ha convinto gli elettori della città di Napoli, i quali evidentemente sognano proprio un uomo cosi, forte, uno sceriffo appunto, capace di sottrarli al degrado al quale sembrano inesorabilmente destinati.
Il risultato di De Luca in Campania, a ben vedere, non è molto lontano da quello di Vendola in Puglia. E’ un risultato personale, proprio come quello di Vendola. Anche in Campania, infatti, se l’UDC fosse andata per conto proprio e la sinistra avesse appoggiato il candidato del PD, De Luca avrebbe vinto sul candidato di Berlusconi, e sostanzialmente nella stessa misura. Il problema quindi in Campania è stato quello delle alleanze e delle convergenze. De Luca aveva contro tutti i partiti, alcuni formalmente altri in maniera subdola; e nessun potere forte a favore.
Si tratta ora di capire se il PD vuole ripartire da De Luca, cercando di incamerare subito quei duecentomila voti che al momento sono suo appannaggio personale ed allargando il suo consenso ulteriormente; oppure vuole ripartire da zero. Se vuole puntare e valorizzare persone come Paola De Vivo, che mostra risultati sorprendenti se paragonati alla sua incapacità di intercettare consensi d’interesse, oppure intende ripartire dai quei pochi capibastone delle tessere che hanno resistito al terremoto. Esiste uno spazio politico nel voto d’opinione che può essere riempito e può dare frutti interessanti. Esiste una domanda di politica vera che deve trovare risposta in un progetto politico credibile, e non lasciata marcire nelle secche dell’astensionismo e della protesta di stampo anarcoide. Il problema del PD campano, come di quello nazionale, è che non ha una strategia. Le affermazioni personali di De Luca e Vendola, cosi diverse per contenuti, mostrano proprio l’assenza di un disegno strategico. Al momento non sembra esistere altro che il consenso personale frutto della capacità di buona amministrazione e di un linguaggio semplice e chiaro.
articolo a firma di De Gregorio, Repubblica
Ora resta da capire cosa potrà fare Vincenzo De Luca per essere utile al territorio senza semplicemente ritornare a fare il sindaco di Salerno. Si ritrova in Regione come capo dell’opposizione ma i suoi consiglieri sono per la gran parte eterogenei rispetto alla sua storia ed alla sua impostazione politico- culturale: quanto potrà spendersi positivamente in questa posizione? Si ritrova come leader contestato d’un partito allo sbando, nel quale non si sente a suo agio ed il quale non si sente da lui rappresentato : potrà delineare una nuova strategia capace di rinnovare uomini, metodi e contenuti?
Contrariamente a quel che molti credevano, De Luca ha convinto gli elettori della città di Napoli, i quali evidentemente sognano proprio un uomo cosi, forte, uno sceriffo appunto, capace di sottrarli al degrado al quale sembrano inesorabilmente destinati.
Il risultato di De Luca in Campania, a ben vedere, non è molto lontano da quello di Vendola in Puglia. E’ un risultato personale, proprio come quello di Vendola. Anche in Campania, infatti, se l’UDC fosse andata per conto proprio e la sinistra avesse appoggiato il candidato del PD, De Luca avrebbe vinto sul candidato di Berlusconi, e sostanzialmente nella stessa misura. Il problema quindi in Campania è stato quello delle alleanze e delle convergenze. De Luca aveva contro tutti i partiti, alcuni formalmente altri in maniera subdola; e nessun potere forte a favore.
Si tratta ora di capire se il PD vuole ripartire da De Luca, cercando di incamerare subito quei duecentomila voti che al momento sono suo appannaggio personale ed allargando il suo consenso ulteriormente; oppure vuole ripartire da zero. Se vuole puntare e valorizzare persone come Paola De Vivo, che mostra risultati sorprendenti se paragonati alla sua incapacità di intercettare consensi d’interesse, oppure intende ripartire dai quei pochi capibastone delle tessere che hanno resistito al terremoto. Esiste uno spazio politico nel voto d’opinione che può essere riempito e può dare frutti interessanti. Esiste una domanda di politica vera che deve trovare risposta in un progetto politico credibile, e non lasciata marcire nelle secche dell’astensionismo e della protesta di stampo anarcoide. Il problema del PD campano, come di quello nazionale, è che non ha una strategia. Le affermazioni personali di De Luca e Vendola, cosi diverse per contenuti, mostrano proprio l’assenza di un disegno strategico. Al momento non sembra esistere altro che il consenso personale frutto della capacità di buona amministrazione e di un linguaggio semplice e chiaro.
articolo a firma di De Gregorio, Repubblica
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