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Il nostro Congresso ha avuto il suo epilogo. Nicola Landolfi e Vieri Galli hanno dato vita ad una bella competizione tra persone perbene da un lato e dall’altro esemplari della politica come servizio da svolgere con sobrietà e nell’interesse della collettività. Una competizione che ha avuto un vincitore e un vinto, ma che non ha lasciato strascichi polemici e questo è certamente un risultato non secondario, il cui merito va ascritto principalmente ai due candidati. Non va, però, sottaciuto il ruolo della Commissione Provinciale per il Congresso, che si è sobbarcata per l’ennesima volta l’ingrato compito del governo di procedure complesse e che si spera siano semplificate per le prossime occasioni.
Sul futuro del partito salernitano passo la palla a Nicola. Per molti versi egli rappresenta una novità vera ed essa verrà maggiormente percepita con il completamento del gruppo dirigente. A me tocca fare un sintetico bilancio dei 33 mesi che sono alle spalle. Una prima considerazione, però, voglio farla sulla mia vicenda, che è certamente un esempio eclatante di come in politica il provvisorio rischi sempre di diventare permanente.
In questi 33 mesi ben tre competizioni elettorali. Alle politiche del 2008 avemmo senza dubbio un buon risultato sia in termini percentuali, che con l’elezione di ben 5 parlamentari salernitani. Poi nel 2009 c’è stato un risultato deludente alle provinciali, sia pure con significative eccezioni in alcuni collegi di Salerno città e della provincia. Infine, la campagna elettorale con De Luca e i risultati del partito in provincia di Salerno, ritornato praticamente ai livelli del 2008, nonostante quella che ho definito una sorta di ‘sinfonia’ degli abbandoni da parte di nostri esponenti in diverse aree della provincia. Abbiamo eletto, inoltre, ben 4 consiglieri regionali. Le elezioni regionali ci lasciano in ogni caso un patrimonio da non disperdere: quello di decine migliaia di militanti, che hanno profuso un impegno straordinario per il successo di un progetto di profondo e radicale cambiamento nelle politiche di governo della nostra regione.
In questi 33 mesi ben tre segretari nazionali. Le nostre tormentate vicende interne hanno di molto condizionato la capacità del partito di essere uno strumento efficace, organizzato e presente nei territori. Con sincerità affermo che Veltroni non doveva dimettersi dopo le elezioni in Sardegna, Franceschini, che aveva dimostrato di essere un buon segretario, meritava di continuare nell’impresa appena iniziata e Bersani adesso deve avere il tempo di perseguire il suo progetto di partito.
Con questo congresso si apre una nuova fase per il partito. A chi dovrà gestirla sarà utile l’esempio di Baronissi. Alle regionali, dopo il passaggio del sindaco al centro destra, il PD ha avuto il miglior risultato elettorale della sua breve storia con uno straordinario 36%, con il successo strepitoso di Vincenzo De Luca e con la riorganizzazione del circolo. Merito sicuramente del lavoro paziente e deciso del Commissario scelto, Nello Mastursi (mio braccio destro e supporto indispensabile della segreteria), ma merito anche della decisione in se stessa. Un esempio di come sia possibile depotenziare la campagna acquisti del centro destra e di Edmondo Cirielli in particolare.
Poi ci sono Eboli, Cava e Scafati: tre esperienze elettorali amministrative di cui la nuova dirigenza deve far tesoro, nel bene Eboli e nel male Cava e Scafati.
Quando eravamo al governo abbiamo fatto tante cose sbagliate, ma anche cose buone, di cui spesso non si è avuta percezione a causa di quello che è il nostro maggior deficit e cioè l’assenza di capacità di comunicazione. Ora che siamo all’opposizione dobbiamo tornare a guardare in faccia le persone e denunciare le malefatte del governo. Di fronte allo strapotere dell’informazione nelle mani del centro destra è forse opportuno ritornare a vecchie forme di propaganda ( manifesti, volantini, gazebo, incontri tematici nei territori ) e usarne di nuovissime, a cominciare da internet.
Se dovessi indicare una priorità di iniziativa su temi nazionali, guarderei sicuramente ad una nuova legge elettorale, quella attuale è tra le cause principali del degrado della politica. Ostacolo all’emergere di forze più fresche e motivate.
Nei 33 mesi passati, nell’intervallo tra un elezione ed una conta interna, c’è stato anche il tempo di affrontare alcune questioni. A cominciare da quelle del mondo della scuola, grazie all’impegno continuo di Maria Rosaria Vitiello e del gruppo scuola ( esemplare la giornata del 7 giugno ). Continuando con la vicenda Alcatel e l’impegno corale del partito, da Franceschini a Bersani ed a seguire con i nostri parlamentari, con i consiglieri regionali e con i democratici di Battipaglia. Particolarmente significative le celebrazioni del 25 aprile, organizzate da Silvio D’Amico come giusta risposta allo sciagurato manifesto del Presidente Cirielli.
Più di recente l’iniziativa al fianco dei 2000 idraulico forestali e dei 500 dipendenti Comunità Montane. Va certamente accentuata la denuncia del blocco dei pagamenti da parte della Regione, blocco che è vera e propria benzina sul fuoco della crisi.
Il gruppo alla Provincia con una serie di iniziative ha messo in evidenza i limiti e l’arroganza dell’amministrazione Cirielli.
Si è di nuovo rafforzato il rapporto con i Sindacati e le organizzazioni di rappresentanza sociale in genere.
Lascio dopo 33 mesi e sento di dover ringraziare l’intero gruppo dirigente insieme al quale a Salerno è stato possibile affermare una modalità di funzionamento del partito ordinaria e civile. Un particolare ringraziamento va anche a Gaetano Di Marino, Michele Pinto, Tommaso Biamonte e Mario Valiante, la cui appartenenza al PD è motivo di grande orgoglio e soddisfazione.
Un grazie di cuore, infine, a Luca, a Gino, a Ivan, a Roberto, a Salvatore per i sacrifici a cui li abbiamo spesso costretti ed un grazie a Rosa per la professionalità che ha messo sia nei rapporti con il mondo dell’informazione e sia nella creazione e gestione del nostro sito, che è senza dubbio un’eccellenza con pochi paragoni in Italia.
Ho parlato del passato e di qualche tema attuale. Il futuro ora è nelle mani di Nicola e del gruppo dirigente che lo affiancherà. Ad essi non mancherà l’apporto mio e di tutti coloro che ritengono che il Partito Democratico non sia un accidente nella storia del nostro Paese, ma la formazione politica in grado nel nostro tempo di inverare gli ideali ed i principi che diedero linfa vitale alla nostra carta costituzionale. E questo può farlo solo la buona politica. Gandhi affermava che “ … nessun fatto di vita si sottrae alla politica.” E anche che “ … i nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false finché non vengono trasformati in azioni.”
Ecco, amici e compagni democratici, d’ora in poi trasformiamo in azioni concrete i buoni pensieri che pure non ci mancano. Buon lavoro!
Michele Figliulo
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